"Questo me lo scarico?" è la domanda che ogni medico con partita IVA si fa davanti a uno scontrino. La risposta giusta vale soldi veri: una spesa deducibile riduce il reddito su cui paghi le tasse, e quindi ti fa risparmiare una somma pari alla tua aliquota marginale — per molti medici il 43%. Ma c'è un grande "ma": questo vale solo se sei in regime ordinario. In forfettario, i costi reali non si deducono affatto.
Partiamo dal valore della posta in gioco, poi vediamo cosa si deduce (con i limiti aggiornati al 2026), cosa no, e perché il regime fiscale che hai scelto cambia tutto.
La regola d'oro: l'inerenza
Si deduce solo ciò che è inerente all'attività: cioè serve davvero a esercitare la professione. Il pranzo con un collega per parlare di lavoro, sì (entro i limiti); il pranzo di famiglia, no. Tre condizioni pratiche valgono per quasi tutto:
- Inerenza: la spesa è collegata all'attività (non personale).
- Pagamento per cassa: conta l'anno in cui paghi, non quello della fattura.
- Tracciabilità: dal 2025 molte spese (trasferte, rappresentanza) sono deducibili solo se pagate con mezzi tracciabili (carta, bonifico), mai in contanti.
Le spese deducibili, con i loro limiti (2026)
| Spesa | Quanto si deduce | Note |
|---|---|---|
| Attrezzature mediche, strumenti, software, materiale di consumo, cancelleria | 100% | Beni oltre 516,46€: dedotti per quote di ammortamento |
| Formazione, ECM, congressi e corsi (incluse spese di viaggio e soggiorno) | 100% fino a 10.000€/anno | Limite proprio della categoria professionisti |
| Polizza RC professionale | 100% | Obbligatoria per il medico |
| Collaboratori, segreteria, consulenze (commercialista), compensi a terzi | 100% | — |
| Studio: affitto e utenze | 100% se a uso esclusivo 50% se promiscuo (anche abitazione) |
Per il promiscuo: metà canone/rendita e metà utenze |
| Telefono e connessione | 80% | — |
| Auto (una sola) | 20%, su un costo massimo di 18.075,99€ | Stessa percentuale per carburante e spese |
| Pasti e pernottamenti per trasferte | 75%, entro il 2% dei compensi | Dal 2025 solo se pagati con mezzi tracciabili |
| Spese di rappresentanza (omaggi, eventi) | 1% dei compensi | Omaggi sotto 50€: deducibili a parte. Tracciabili |
I contributi previdenziali obbligatori (ENPAM Quota A e Quota B) si deducono dal reddito complessivo — e, a differenza delle spese qui sopra, valgono anche in regime forfettario. Sono spesso la voce deducibile più pesante per un medico: non dimenticarli mai in dichiarazione.
Cosa non si deduce
- Spese personali e familiari: tutto ciò che non è inerente all'attività.
- Abbigliamento "ordinario": il camice e i dispositivi specifici sì, il vestito elegante no.
- Multe e sanzioni: mai deducibili.
- Le tue spese mediche personali: non sono un costo d'attività; semmai le detrai al 19% nella dichiarazione, come ogni contribuente.
- L'IVA: non è un costo — si gestisce a parte (la versi o la porti in detrazione).
Novità 2026: tracciabilità e rimborsi spese
Due regole introdotte dalla riforma del lavoro autonomo (in vigore dal 2025 e confermate nel 2026):
- Tracciabilità obbligatoria: pasti, alberghi, viaggi e spese di rappresentanza sono deducibili solo se pagati con carta, bonifico o altri mezzi tracciabili. Il contante, qui, fa perdere la deduzione.
- Rimborsi addebitati al committente: se riaddebiti analiticamente a un committente le spese sostenute per un incarico (tipico di consulenze e perizie), quelle somme non entrano nel tuo reddito e, specularmente, non sono deducibili. Si semplifica, ma cambia il modo di fatturare.
Il punto che ribalta tutto: ordinario o forfettario
Tutto quello visto finora vale in regime ordinario. In forfettario le cose cambiano radicalmente: il reddito si calcola applicando ai compensi un coefficiente di redditività fisso — per le attività sanitarie il 78% — e le spese reali non si deducono. È come se lo Stato ti riconoscesse forfettariamente un 22% di costi, qualunque siano quelli veri. L'unica voce che resta deducibile sono i contributi ENPAM.
Attenzione però a non concludere troppo in fretta che "con tanti costi conviene l'ordinario": il forfettario applica un'imposta sostitutiva del 15% (5% nei primi cinque anni), molto più bassa dell'IRPEF progressiva. La convenienza dipende da reddito e costi insieme — ne parliamo nel dettaglio in forfettario o ordinario. Qui basti il principio: le spese di questo articolo "pesano" solo se sei in regime ordinario; se i tuoi costi reali sono alti e vicini o superiori al 22% dei compensi, è un buon motivo per rifare i conti.
Cosa fare adesso
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Un conto e una carta dedicati all'attività
Tenere separate le spese professionali da quelle personali rende l'inerenza dimostrabile e la tracciabilità automatica.
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Conserva tutto, in modo ordinato
Fatture e ricevute delle spese deducibili (ECM, attrezzature, RC, studio): è il commercialista a usarle, ma sei tu a doverle avere.
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Verifica il regime con i tuoi numeri
Una volta l'anno, confronta ordinario e forfettario sui tuoi compensi e costi reali: vedi forfettario o ordinario e l'articolo-mappa le tre vite del medico.
Domande frequenti
In regime forfettario posso dedurre le spese del mio studio medico?
No. In regime forfettario le spese reali non si deducono: il reddito si calcola applicando ai compensi un coefficiente di redditività fisso, pari al 78% per le attività sanitarie. L'unica voce che resta deducibile sono i contributi ENPAM. Tutte le altre spese descritte nell'articolo pesano solo se sei in regime ordinario.
Quanto si deduce dell'auto come medico con partita IVA?
L'auto, una sola, si deduce al 20% su un costo massimo di 18.075,99 euro. La stessa percentuale si applica al carburante e alle altre spese dell'auto. Questa regola vale in regime ordinario.
Le spese di formazione ed ECM sono deducibili per il medico?
Sì, formazione, ECM, congressi e corsi si deducono al 100% fino a 10.000 euro l'anno, incluse le spese di viaggio e soggiorno. Si tratta di un limite proprio della categoria dei professionisti. La deduzione si applica in regime ordinario.
Guide correlate
Fonti
- D.P.R. 917/1986 (TUIR), artt. 54 e seguenti — determinazione del reddito di lavoro autonomo: limiti di deducibilità (auto 20% su max 18.075,99€; vitto e alloggio 75% entro il 2% dei compensi; rappresentanza 1%; telefonia 80%; studio promiscuo 50%).
- Legge 81/2017 (Jobs Act autonomi) — deducibilità integrale di formazione, ECM e congressi fino a 10.000€ l'anno.
- Agenzia delle Entrate — Circolare 15/E del 22 dicembre 2025 e D.Lgs. 192/2024: riforma del reddito di lavoro autonomo, tracciabilità e rimborsi spese (in vigore dal 2025).
- Legge di Bilancio 2026 — regime forfettario: soglia di compensi 85.000€, imposta sostitutiva 15% (5% start-up), limite di 35.000€ di redditi da lavoro dipendente; coefficiente di redditività 78% per le attività sanitarie.
Percentuali e limiti sono aggiornati alle regole 2026 e servono a dare il quadro generale; la deducibilità del singolo costo dipende dai casi concreti e va sempre verificata con il proprio commercialista. Questo articolo ha finalità divulgative e non costituisce consulenza fiscale personalizzata.