La Legge di Bilancio 2026 ridisegna la previdenza complementare, con effetto dal 1° luglio 2026. Tre cambiamenti riguardano da vicino chi ha (o valuta) un fondo pensione.
Cosa cambia
- Più capitale alla fine: al pensionamento si potrà richiedere fino al 60% del montante in capitale (prima 50%), lasciando almeno il 40% in rendita. Resta il 100% in capitale per le posizioni piccole.
- Rendite più flessibili: arrivano nuove forme di erogazione, tra cui una rendita "a termine" pagata per gli anni della vita attesa, con il capitale residuo che alla morte va agli eredi — la risposta alla classica obiezione "se muoio presto, perdo tutto".
- Adesione automatica: dal 1° luglio i neoassunti del settore privato vengono iscritti automaticamente a un fondo pensione, salvo che dichiarino di non volerlo entro 60 giorni. I versamenti di default non vanno più su comparti solo garantiti, ma su percorsi "life-cycle" calibrati sull'età.
Cosa fare
Per il medico già iscritto cambia poco nell'immediato, ma la scelta capitale/rendita diventa più ricca: la rendita a termine trasferibile agli eredi rende il vincolo molto meno pesante. Se stai valutando ora il fondo pensione, i vantaggi strutturali (la deduzione fiscale e, per i dipendenti SSN, il contributo del datore) restano intatti; la riforma li rende solo più flessibili in uscita. Quanto serve mettere da parte lo stimi nella guida quanto risparmiare per la pensione.
Approfondisci nelle guide
- Previdenza complementare per medici: quale fondo scegliere
- ETF o fondo pensione: quale conviene (con la sezione su capitale e rendita)
- Perseo Sirio, per i dipendenti SSN
Fonti
- Ministero del Lavoro — le novità della Legge di Bilancio 2026 sulla previdenza complementare (in vigore dal 1° luglio 2026).
Notizia aggiornata al 26 giugno 2026. I contenuti hanno finalità divulgative e non costituiscono consulenza previdenziale, fiscale o finanziaria personalizzata.