La successione è uno di quei temi che si rimandano sempre: sembra lontano, complicato e un po' sgradevole. In realtà bastano poche idee chiare per capire chi erediterà, quanto potrai decidere tu e quante tasse si pagheranno — spesso molte meno di quanto si teme. E per un medico, che di solito accumula un patrimonio fatto di immobili, investimenti e previdenza, sapere come ciascun bene si trasmette fa una differenza concreta.

Partiamo da una premessa: in Italia non puoi lasciare tutto a chi vuoi. La legge riserva una quota del patrimonio ad alcuni familiari stretti (la legittima); il resto è la quota disponibile, che puoi destinare con un testamento a chiunque. Vediamo prima questa regola, poi le tasse, poi cosa succede a ciascun tipo di bene.

Due parole che si confondono: "successione legittima" e "legittima"

Si somigliano ma indicano due cose diverse:

  • Successione legittima: sono le regole che decidono chi eredita quando non c'è testamento. Il patrimonio viene diviso tra coniuge, figli e altri parenti secondo quote fisse di legge.
  • Legittima (o quota di riserva): è la fetta di patrimonio che spetta comunque ai familiari più stretti (i "legittimari": coniuge, figli, in mancanza di figli gli ascendenti), anche se fai testamento. Non puoi togliergliela: se ci provi, possono agire per riaverla (azione di riduzione).

In questo articolo ci concentriamo sulla legittima, perché è il vincolo che conta quando vuoi organizzare tu il passaggio dei tuoi beni.

La legittima: a chi devi lasciare per forza, e quanto

Il patrimonio si divide idealmente in due: la quota riservata ai legittimari e la quota disponibile, di cui disponi liberamente. Le proporzioni dipendono da chi lasci:

Situazione familiare Quota riservata (legittima) Quota disponibile
Solo coniuge (niente figli) 1/2 al coniuge 1/2
Un figlio (niente coniuge) 1/2 al figlio 1/2
Due o più figli (niente coniuge) 2/3 ai figli (in parti uguali) 1/3
Coniuge + un figlio 1/3 coniuge + 1/3 figlio 1/3
Coniuge + due o più figli 1/4 coniuge + 1/2 figli 1/4
Coniuge + genitori (niente figli) 1/2 coniuge + 1/4 genitori 1/4
Come si divide il patrimonio (quota riservata e quota libera) Coniuge Figli Quota disponibile (libera) Due figli Figli 2/3 1/3 Coniuge + 1 figlio Coniuge 1/3 Figlio 1/3 1/3 Coniuge + 2 figli Con. 1/4 Figli 1/2 1/4 Più legittimari ci sono, più piccola è la parte che puoi destinare liberamente con un testamento.
La quota disponibile (in ambra) è l'unica fetta che puoi lasciare a chi vuoi — un nipote, un convivente, una onlus. Il resto è riservato per legge ai familiari stretti.

Due note utili. Il convivente di fatto non è un legittimario: senza testamento non eredita quasi nulla, quindi se vuoi tutelarlo devi usare la quota disponibile. E al coniuge spetta comunque il diritto di abitazione sulla casa familiare e di uso dei mobili, che si aggiunge alla sua quota.

Le tasse di successione: la franchigia da un milione

È la sorpresa positiva: in Italia l'imposta di successione è bassa e con franchigie alte. Dal 2025 (riforma del D.Lgs. 139/2024) le regole sono confermate e l'imposta si calcola in autoliquidazione. Le aliquote dipendono dal grado di parentela:

Chi eredita Aliquota Franchigia (esente fino a)
Coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori) 4% 1.000.000€ per ciascun erede
Fratelli e sorelle 6% 100.000€ per ciascun erede
Altri parenti (fino al 4° grado) e affini 6% Nessuna
Tutti gli altri soggetti 8% Nessuna
Erede con disabilità grave (L. 104) 4–6–8% 1.500.000€

La franchigia di un milione di euro per erede sulla linea retta significa che un genitore può lasciare a ciascun figlio fino a un milione senza un euro di imposta; e sull'eccedenza si paga appena il 4%. Per la grande maggioranza delle famiglie, l'imposta di successione vera e propria è zero o quasi. Il costo, semmai, arriva dagli immobili (vedi sotto) e dagli adempimenti.

Bene per bene: cosa succede davvero

Qui sta il punto pratico per il medico. Non tutti i beni si trasmettono allo stesso modo: alcuni passano fuori dall'eredità (e dalle sue tasse), altri vi rientrano in pieno. Ecco il quadro d'insieme, poi i dettagli.

Bene Nell'eredità? Imposta di successione Plusvalenze per l'erede che vende
Fondo pensione No — va ai beneficiari designati Esente — (tassato 15→9% all'erogazione)
TFR No — per legge a coniuge/figli Esente
Titoli di Stato (BOT/BTP) Sì (contano per la legittima) Esente Costo "aggiornato" al valore di successione, poi 12,5%
Azioni/obbligazioni singole Dovuta (4% oltre 1 mln) Costo aggiornato al valore di successione, poi 26%
ETF e fondi comuni Dovuta (4% oltre 1 mln) Nessun aggiornamento: 26% sull'intero guadagno dal costo del defunto
Immobili Dovuta sul valore catastale + ipotecaria/catastale

Fondo pensione: il più efficiente di tutti

La posizione in un fondo pensione (anche Perseo Sirio o FondoSanità) non entra nell'eredità: in caso di morte prima del pensionamento va ai beneficiari che hai designato tu — anche persone diverse dagli eredi — ed è esente da imposta di successione. È lo strumento di trasmissione più snello che esista: scegli tu chi e quanto, fuori dalle lungaggini ereditarie. Il capitale sconta solo la tassazione agevolata della previdenza (dal 15% al 9%).

TFR: va ai familiari per legge

Anche il TFR non rientra nell'asse ereditario: l'art. 2122 del Codice Civile lo assegna direttamente a coniuge e figli (e, se a loro carico, parenti stretti), iure proprio — cioè per diritto proprio, non come eredi. È quindi esente da imposta di successione e si liquida a prescindere dall'accettazione dell'eredità.

Titoli di Stato (BOT/BTP): esenti dall'imposta

I titoli di Stato italiani ed equiparati (UE/SEE) hanno un privilegio: non concorrono all'attivo ereditario ai fini fiscali (art. 12 del Testo Unico sulle successioni), quindi sono esenti dall'imposta di successione — pur restando, civilmente, parte del patrimonio che conta per la legittima. In più, quando l'erede li vende, il costo fiscale si "aggiorna" al valore alla data della successione e l'eventuale guadagno è tassato al 12,5%. Vanno comunque indicati nella dichiarazione di successione (con la causale di esclusione).

ETF e fondi: pieni in successione, e occhio alle plusvalenze

Gli ETF e i fondi comuni rientrano nell'eredità e scontano l'imposta di successione (4% oltre il milione, in linea retta). C'è poi una particolarità spesso ignorata: a differenza di azioni, obbligazioni e titoli di Stato singoli — per i quali il costo fiscale si aggiorna al valore di successione — per gli ETF e i fondi non c'è alcun aggiornamento. L'erede eredita il costo originario del defunto: se vende, paga il 26% sull'intero guadagno maturato fin dall'acquisto iniziale. Su posizioni cresciute molto negli anni, è una differenza che pesa.

Immobili: l'imposta è bassa, ma si sommano altre due

La casa e gli altri immobili rientrano nell'eredità, ma l'imposta di successione si calcola sul valore catastale (rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per un coefficiente, di norma 110 per la prima casa e 120 per gli altri fabbricati), quasi sempre molto più basso del valore di mercato. Sull'immobile si pagano però anche l'imposta ipotecaria (2%) e la catastale (1%) sul valore catastale — ridotte a 200€ ciascuna se almeno un erede ha i requisiti "prima casa" (vi trasferisce la residenza entro 18 mesi e non possiede altra prima casa). Vedi anche immobili e investimenti.

In sintesi, e cosa farne

  • Fondo pensione e TFR viaggiano fuori dall'eredità, verso i beneficiari (designati o di legge), esenti da imposta. Sono i canali di trasmissione più efficienti: nel fondo pensione, in particolare, è la designazione dei beneficiari a stabilire chi riceve il capitale, anche persone diverse dagli eredi, e resta valida finché non viene cambiata.
  • I titoli di Stato sono esenti dall'imposta di successione; ETF, fondi e immobili invece la pagano (ma con la franchigia da un milione, spesso è poca cosa).
  • Per gli ETF, ricorda la regola delle plusvalenze (niente aggiornamento del costo): non è un motivo per non usarli, ma è bene saperlo quando si pianifica.
  • Fai testamento se vuoi usare la quota disponibile (per il convivente, un figlio in più difficoltà, una causa che ti sta a cuore): senza, decide la legge.

La successione è anche un fatto tecnico e personale: quote, donazioni pregresse, immobili e famiglie ricomposte rendono ogni caso diverso. Questo articolo ti dà la mappa; per le scelte concrete, un notaio o un commercialista valgono ogni euro spesi.

Domande frequenti

Quanta imposta di successione pagano i figli su un'eredità in linea retta?

Per coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori) l'aliquota è del 4%, con una franchigia di 1.000.000 di euro per ciascun erede. Significa che ogni figlio può ricevere fino a un milione senza imposta, e sull'eccedenza si paga appena il 4%. Per la grande maggioranza delle famiglie l'imposta di successione vera e propria è zero o quasi.

Il fondo pensione e il TFR rientrano nell'eredità e pagano le tasse di successione?

No, entrambi viaggiano fuori dall'eredità e sono esenti da imposta di successione. Il fondo pensione, in caso di morte prima del pensionamento, va ai beneficiari che hai designato tu, anche persone diverse dagli eredi. Il TFR per legge va a coniuge e figli per diritto proprio (iure proprio), a prescindere dall'accettazione dell'eredità.

Come vengono tassate le plusvalenze sugli ETF ereditati quando l'erede li vende?

Per gli ETF e i fondi comuni non c'è alcun aggiornamento del costo fiscale al valore di successione. L'erede eredita il costo originario del defunto e, se vende, paga il 26% sull'intero guadagno maturato fin dall'acquisto iniziale. È una differenza rispetto a titoli di Stato, azioni e obbligazioni singole, per i quali invece il costo si aggiorna al valore alla data della successione.

Guide correlate

Fonti

  • Agenzia delle Entrate — imposta di successione: aliquote e franchigie (4% con franchigia 1.000.000€ in linea retta; 6% fratelli con 100.000€; 8% altri; 1.500.000€ per disabili gravi).
  • D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico successioni e donazioni), art. 12: beni che non concorrono all'attivo ereditario (titoli di Stato ed equiparati). D.Lgs. 139/2024: riforma 2025 con autoliquidazione.
  • Codice Civile, artt. 536–542 (legittima e quote di riserva) e art. 2122 (indennità in caso di morte: TFR).
  • D.Lgs. 252/2005, art. 14 — previdenza complementare: trasferimento ai beneficiari in caso di premorienza.

Quote, aliquote e franchigie sono aggiornate alle regole 2025–2026 e servono a dare il quadro generale; non sostituiscono il parere di un notaio, di un avvocato o di un commercialista. La successione coinvolge profili civilistici e fiscali che variano da caso a caso (donazioni precedenti, regime patrimoniale, immobili, famiglie ricomposte). Questo articolo ha finalità divulgative e non costituisce consulenza legale, fiscale o previdenziale personalizzata.